Il più grande attacco della storia del web è in atto, l’allarme lanciato dal New York Times


Il più grande attacco della storia del web è in atto, l’allarme lanciato dal New York Times

Rete congestionata da un'ondata di spam e siti in netto rallentamento a livello globale. Ecco la causa di tutto questo.

CHI SEMINA VENTO...... RACCOGLIE TEMPESTA ED è TEMPO DI MIETITURA !! XD

Il più grande attacco della storia del web è in atto, l'allarme lanciato dal New York Times.



























E’ in atto il più importante attacco al web della storia. Queste le parole di allarme del New York Times che risuonano in ogni dove. Internet, il luogo della “perdizione” è attaccato a dismisura da un conflitto interno fra un gruppo anti-spamming e una società di hosting che ha scatenato una serie di ritorsioni di forte impatto su servizi bancari ed e-mail.
L’argomento di contesa dunque sembra essere ben distinto rispetto al passato, con gli attacchi famosi di Anonymous, ma nasce per futili motivi, non politici, bensì legati al fenomeno delle “pubblicità” interattive, le spam. Da un lato l’organizzazione no-profit Spamhaus, che ha un database in grado di elencare i server noti per essere utilizzati a scopi dannosi. Dall’altra, Cyberbunker, un host web olandese accusato di aver ospitato attacchi DDoS in passato. L’attacco non ha precedenti e si parla addirittura della messa in campo di ben cinque polizie nazionali per riuscire a trovare una soluzioni a tutto ciò.
Oltre 300 GB di dati al secondo. Sei volte tanto la normalità.
New York Times
L’attacco sfrutta l’infrastruttura di base di Internet, il Domain Name System (DNS) e per questo  non può che ricadere anche su i milioni di computer che ogni giorno utilizzano la rete per navigare. Oltretutto bisogna ricordare che Spamhaus è la società dietro la quale si pongono circa 80 server tra i più importanti al mondo e che vi si affidano per filtrare il materiale di spam. La stessa società sta facendo il possibile per tenere attivi i propri server anche sotto il duro attacco ma la lotta alla sopravvivenza sembra appena iniziata e chi al momento ne paga le conseguenze risulta essere il semplice cittadino o la semplice azienda che con internet ci deve lavorare quotidianamente.

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