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Principi e sovrani... nonché onorevoli

Tratto da "L'Elogio della follia" di Erasmo da Rotterdam, scritto nel 1508. Ditemi  se non vi ricorda qualcosa o qualcuno...

"E' da un po' di tempo che mi solletica l'idea di rendere giustizia ai re e ai principi. Se avessero anche solo un'oncia di senno si renderebbero conto di quanto triste e penoso sia il loro destino. No, nessuno cercherebbe di accaparrarsi un trono anche a costo di spergiuri e parricidi se valutasse per bene la gravità del fardello che il sovrano si carica sulle spalle.
Chi governa non deve curarsi solo delle sue faccende private, ma soprattutto degli affari pubblici, ai quali deve dedicare tutte le sue energie. Non può scostarsi di un mignolo dalle leggi che egli stesso ha promulgato e che è compito suo far osservare [...]. Deve ricordare in ogni momento che agli occhi di tutta la popolazione egli è un astro benefico; il suo corretto comportamento è garanzia di benessere generale, mentre un contegno opposto può avere conseguenze catastrofiche. Gli errori commessi dalla gente qualunque non hanno conseguenze così rilevanti e diffuse; basta però che il principe si allontani dalla retta via e la corruzione morale serpeggia nel cuore di parecchi cittadini. La condizione privilegiata del principe offre numerose tentazioni di allontanarsi da ciò che è considerato il bene pubblico: per esempio il piacere , la libertà, l'adulazione, il lusso possono tentarlo, nonostante si dedichi alacremente al suo lavoro e faccia di tutto per non lasciarsi fuorviare da quello che è il suo dovere. [...].
Bene, se un principe prendesse in considerazione tutto questo e altre simili problematiche del suo ruolo, perderebbe il sonno e l'appetito. Invece, grazie a me, [la follia] i principi rimettono agli dei tutte queste preoccupazioni. Badano piuttosto a passarsela bene e ad ascoltare solo chi porta loro buone notizie, onde evitare di guastarsi l'umore con pensieri tristi. Credono di assolvere pienamente le funzioni del loro rango dedicandosi con passione alla caccia, allevando cavalli di razza, vendendo a caro prezzo cariche e onoreficienze, inventando quotidianamente nuovi stratagemmi per appropriarsi del patrimonio dei sudditi e trasferirlo nei loro forzieri, adducendo i più svariati pretesti per dare una parvenza di giustizia alla frode che essi operano e curandosi di agire con un poco di adulazione, per attirarsi le simpatie del popolo.
Provate a immaginare, signori miei, un uomo che non capisce nulla di legge (è così che sono in genere i sovrani), che bada solo al suo profitto personale, si dedica al divertimento, odia la cultura, la libertà e la verità, non ha alcun interesse per il bene comune, giudica solo per capriccio o in base al suo interesse..."

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